Grande ritorno al docufilm per Reyson Grumelli
Grande ritorno al docufilm per Reyson Grumelli.
Il giovanissimo artista, dopo gli ottimi consensi ottenuti con L'abito e l'anima, è di nuovo il grande protagonista di un docufilm. Si tratta di Bubu Set, un lavoro molto particolare, nonché una sentita dedica al grande schermo.Reyson, dopo L'abito e l'anima ti rivedremo in un altro docufilm, Bubu Set. Di che cosa si tratta?
Bubu Set è un progetto quasi metacinematografico, che si pone l’obiettivo di mostrare il mondo del dietro le quinte utilizzando il mezzo stesso della cinepresa.
Bubu Set è un progetto quasi metacinematografico, che si pone l’obiettivo di mostrare il mondo del dietro le quinte utilizzando il mezzo stesso della cinepresa.
I docufilm vanno forte sulle piattaforme di streaming. Quale credi sia il punto di forza di questi lavori?
La maggiore libertà espressiva e i costi spesso ridotti di questi progetti li rendono molto abbordabili sia per i piccoli che per i grandi produttori, mentre la durata non eccessiva avvicina grandi fette di pubblico.
La maggiore libertà espressiva e i costi spesso ridotti di questi progetti li rendono molto abbordabili sia per i piccoli che per i grandi produttori, mentre la durata non eccessiva avvicina grandi fette di pubblico.
Molte volte i documentari non sono molto amati dai giovani, che li vedono troppo collegati all'ambito scolastico. Come si possono rendere più appetibili ai loro occhi?
Utilizzando linguaggi a loro congeniali, ma allo stesso tempo senza piegare troppo il mezzo allo spettatore. Del resto, il cinema esiste per comunicare con lo spettatore, non per servirlo!
Utilizzando linguaggi a loro congeniali, ma allo stesso tempo senza piegare troppo il mezzo allo spettatore. Del resto, il cinema esiste per comunicare con lo spettatore, non per servirlo!
Da giovane artista, come te lo immagini il futuro del cinema?
Ho molta paura visti i risvolti tecnologici, ma ho fiducia nell’arte, nell’uomo e nei suoi bisogni più ancestrali.
Ho molta paura visti i risvolti tecnologici, ma ho fiducia nell’arte, nell’uomo e nei suoi bisogni più ancestrali.

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